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L’oralità della canzone e le altre notazioni

L’oralità della canzone e le altre notazioni

Giacomo Baldelli e Marcello Zuffa

Sabato 20 aprile 2013, ore 17 - Biblioteca Armando Gentilucci
L’oralità della canzone e le altre notazioni

Giacomo Baldelli e Marcello Zuffa, relatori

Giacomo Baldelli, chitarra e voce
Erik Montanari, chitarra
Andrea Gualtieri, pianoforte

 

Nel corso della storia, la musica ha prodotto alcune forme di notazione parziale, con l’intento cioè di fornire all’esecutore soltanto alcune informazioni, lasciandone implicite altre, la cui decodifica e “realizzazione” erano rinviate al momento della prassi sullo strumento. Questo oggi avviene soprattutto nella musica che molto comunemente viene definita “leggera”, dalla sua forma più sofisticata, il jazz, fino alla sua forma più popolare ed influente per la cultura giovanile (e non solo): il rock, dove il prevalere di un regime di oralità sulla scrittura, spinge talvolta a ricercare nel momento della percezione le coordinate per l’immediata riproduzione del suono.

Ma il rock ha anche una sua lingua: l'inglese. È nelle terre di lingua anglosassone che il rock nasce e che da lì si diffonde alla conquista delle mondo. I cantautori rock, che individuano nei testi da intonare la loro fonte d’ispirazione, ricavandone una precisa cifra stilistica, utilizzano quel “suono”. Nei decenni successivi, l'Italia, depositaria di ben altra tradizione linguistica, nell’accostarsi al nuovo genere musicale, ha dovuto fare i conti con la peculiarità di questa dimensione orale “altra”, assimilando e ricreando tali acquisizioni in modalità d’approccio quanto mai variegate.

Musiche di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè

 

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Fa parte di

L'Orecchio del Sabato 2013

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