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«Torniamo all’antico e sarà un progresso»

«Torniamo all’antico e sarà un progresso»

Fioriture sonore sul tronco della storia </br>L’Orecchio del Sabato 2025-2026: intersezioni, attraversamenti e dialoghi tra produzione e ricerca

L’Orecchio del Sabato 2025-2026
intersezioni, attraversamenti e dialoghi tra produzione e ricerca
(XIV edizione)

«Torniamo all’antico e sarà un progresso» 
fioriture sonore sul tronco della storia

Con la famosa frase, contenuta in una lettera del 5 gennaio 1871 a Francesco Florimo, che lo invitava a dirigere il Conservatorio di Napoli, Verdi poneva l’accento sulla necessità di preservare la solidità degli strumenti tecnici della composizione attraverso la lezione degli antichi. Il senso del motto, indotto dalle circostanze storiche e coerente con la professione di fede artistica del musicista, mirava a coniugare le aspirazioni innovative del linguaggio contemporaneo con i solidi fondamenti della scrittura. Com’era nelle convinzioni di Verdi e nell’indirizzo creativo di generazioni di artisti che lo hanno preceduto, ancora oggi il confronto dei musicisti con la storia non si esaurisce nell’utilità del puro esercizio di stile ma corrobora lo slancio creativo proiettato al futuro, dove lo sguardo sul passato diventa un mezzo per raggiungere questo fine e il pensiero riconosce nella propria continuità lo sfondamento di categorie, quali antico e moderno, come un valore da perseguire.

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sabato 29 novembre 2025 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Cesarino Ruini
Quando saremo a Reggio Emilia…
canterine itineranti al tempo di Petrarca

Decorazioni fitomorfe con dettagli in oro e capilettera miniati dagli sfavillanti colori incorniciano le note vergate a mano del Codice Squarcialupi: la monumentale fonte del Trecento musicale italiano conservata nella Biblioteca Medicea Laurenziana. Riprodotto in tiratura limitata, il prezioso facsimile posseduto dalla Biblioteca Gentilucci del Conservatorio apre all’esperienza diretta dell’universo poetico che ha ispirato cacce, ballate e madrigali come «La fiera testa che d’uman si ciba»: testo di argomento politico attribuito a Petrarca e intonato dai compositori dell’Ars Nova Niccolò del Preposto e Bartolino da Padova. Un indizio proveniente dalle Novelle di Giovanni Sercambi da Lucca suggerisce un possibile collegamento del madrigale alla storia reggiana, mentre il suono restaurato delle cacce “riemerse” dall’analisi dei frammenti conservati nell’Archivio di Stato conferma la propagazione dell’Ars Nova musicale italiana del Trecento anche nel nostro territorio.

Niccolò del Preposto, La fiera testa che d’uman si ciba,, madrigale su testo attribuito a Francesco Petrarca

Chiama il bel papagallo (caccia)
Mirando i pessi nella chiara fonte (caccia)
Nella foresta al cervo caciatore (caccia)

Ensemble Korymbos diretto da Alessandra Fiori

 

Sabato 6 dicembre 2025 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Gabrio Taglietti e Leonardo Zunica
Contrappassi
suggestioni contemporanee di ispirazione dantesca o trecentesca

presentazione del CD (Stradivarius, 2024)

Generatrice di incanti, evocazioni, vibrazioni nel pensiero creativo dei musicisti del passato, l’immaginario poetico dantesco non cessa di ispirare compositori contemporanei: dalla Dante sonata per pianoforte del danese Poul Ruders (1949), alle tre Malebolge per chitarra elettrica e pianoforte di Gabrio Taglietti (1955) alternate ad altrettante trascrizioni di ballate di Francesco Landini, compositore e organista dell’Ars nova italiana, alle tre improvvisazioni di Leandro Lo Bianco per chitarra elettrica ed elettronica sulle illustrazioni dell’Inferno di Dante del pittore americano Robert Rauschenberg

Leonardo Zunica, pianoforte
Leonardo Lo Bianco, chitarra elettrica

nell’ambito dello Spazio dell’Ascolto

 

Sabato 24 gennaio 2026 - ore 16
Biblioteca Gentilucci

Paolo Perezzani
Salvare il passato nel presente
intorno a Sinfonia di Luciano Berio

«Il titolo di Sinfonia non vuole suggerire analogie con la forma classica; va piuttosto inteso etimologicamente, come il «suonare insieme» di otto voci e strumenti oppure, in senso più generale, come il «suonare insieme» di cose, situazioni e significati diversi» - scrive Luciano Berio - La terza parte è un «omaggio a Gustav Mahler (la cui opera sembra talvolta portare sulle spalle il peso della storia della musica di questi ultimi due secoli) e, in particolare, al terzo movimento, lo Scherzo, della sua Seconda Sinfonia («Resurrezione»). [...] Il movimento mahleriano è trattato come un generatore (e anche come un contenitore) da cui proliferano un gran numero di personaggi e di caratteri musicali che vanno da Bach a Schönberg, da Brahms a Strauss, da Beethoven a Stravinsky, da Berg a Webern, a Boulez, a Pousseur, a me stesso e altri».

Ascolti da:
Gustav Mahler, Gesänge aus "Des Knaben Wunderhorn": n. 7, Des Antonius von Padua Fischpredigt
Gustav Mahler, Symphonie Nr. 2 in c-Moll "Auferstehung": 3. In ruhig fließender Bewegung
Luciano Berio, Sinfonia, per otto voci e strumenti (1968-1969). Testi di Claude Lévi-Strauss e Samuel Beckett 

 

Sabato 7 febbraio 2026 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Gian Paolo Borghi in dialogo con Monica Boni
«Tradurre la musica»
dal popolare al colto e ritorno

Come suggerisce il titolo della seconda lezione americana di Luciano Berio (1925-2003), la molteplice concezione creativa del compositore ligure si fonda su un incessante confronto con la musica del passato. A questa poetica di seducente trasformazione delle suggestioni provenienti dalla storia si connette l’interesse per la trascrizione di pagine celebri, esercizio di appropriazione onnivora di un pensiero compositivo che tutto abbraccia e di apertura alle espressioni musicali più svariate di tradizione scritta e orale verso tutti i generi dal pop al jazz. Gli undici Folk songs (1964) esplorano le suggestioni testuali e i materiali melodici di canti tradizionali provenienti da varie regioni del mondo nella traduzione per organico da camera moderno. L’operazione di Berio, risalente agli anni del folk revival merita un affondo di interesse etnomusicologico incentrato sulle fonti popolari e sui loro rifacimenti.

Luciano Berio, Folk songs (1964) per voce, flauto, clarinetto, arpa, viola, violoncello e percussioni
                           Giulia Boni e Chiara Scannapieco, voci
                           Ensemble da camera del Conservatorio di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti
                           Marco Pedrazzini, direttore

evento in memoria di Giorgio Vezzani, “quellodelcantastorie” scomparso il 12 gennaio 2022

 

Sabato 21 febbraio 2026 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Simone Sgarbanti
Dal Ludus Tonalis all’armonia del mondo
lezione-concerto

Gioco tonale è il titolo di una monumentale opera pianistica composta da Paul Hindemith (1895-1963) nel 1942, oggi di rarissima esecuzione. Strutturata in 11 interludi e 12 fughe in tutte le tonalità - senza distinzione tra modo maggiore e modo minore, come consuetudine di questo compositore - anticipati da un preludio e seguito da un postludio finale (che è l’esatto retrogrado del preludio), l’opera rimanda esplicitamente al modello del Clavicembalo ben temperato di Bach. Il Ludus Tonalis è molto più di una raccolta pianistica: è un viaggio nel cuore di una concezione musicale rigorosa e visionaria, dove la tonalità diventa terreno di gioco, indagine e architettura. Interrogare il senso profondo della sua scrittura densa e poco frequentata offre un’occasione di sorpresa e di scoperta, perché ciò che si cela dietro la sua genesi, benché resti in gran parte sconosciuto, ci conduce fino alla nozione più antica del termine “armonia”, nell’accezione universale e atemporale delle leggi che regolano il mondo e che per questo trascendono l’opera dell’uomo.

Paul Hindemith, Ludus tonalis (1942) - esecuzione integrale
Simone Sgarbanti, pianoforte

 

Sabato 21 marzo 2026 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Giacomo Baldelli
Adesso potete applaudire
Vademecum per non avere paura della musica contemporanea

Il mito dell’incomprensisiblità, che affligge la recezione delle Nuove Musiche, si condensa in alcune domande fondamentali. Perché di fronte alla musica classica (o “colta”) contemporanea l’ascoltatore si “spaventa”? Perché è ossessionato dall’idea di non riuscire a capirla, di non esserne all’altezza e per questo tende a evitarla? Attraverso il racconto di alcuni brani che attingono al repertorio delle Nuove Musiche, dalla metà del XX secolo a oggi, l’autore riflette su questo argomento e indica la strada per aprire nuove porte agli ascoltatori desiderosi di entrare in questo mondo.

Presentazione del volume (Arcana, 2025) a cura dell’autore

Eve Begliarian, Until It Blazes
John Cage, 4’33” (video realizzato da G. Baldelli)
John Cage, Dream
Brian Eno, By This River
Giacomo Baldelli, performer

nell’ambito dello Spazio dell’Ascolto

 

Domenica 29 marzo 2026 - ore 10.30
Biblioteca Gentilucci

L’antico ripensato
Tavola rotonda

in collaborazione con Lo Spazio dell’Ascolto

 

Sabato 18 aprile 2026 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Salvatore Sciarrino
in dialogo con Marco Pedrazzini e Paolo Perezzani
Paesaggi con macerie e altre trasfigurazioni da Gesualdo a Chopin

Cosa rimane di una città dopo un bombardamento? Vento e polvere, frantumi, cancellazione. I Paesaggi con macerie (2022) di Salvatore Sciarrino sono anche il frutto dell’elaborazione di alcune Mazurke di Chopin, il cui valore storico consiste nell’abbandono a inflessioni etniche orientaleggianti evocative di paesi lontani. La trasfigurazione delle melodie simmetriche e della sostanza armonica originaria, effettuata attraverso la scelta e l’impiego ora parossistico ora ai limiti del silenzio della strumentazione suggerisce una modalità d’ascolto della musica di Chopin ai limiti del surreale. «Trascrivere musica - scrive Sciarrino in premessa a Gesualdo senza parole (2013) - può significare portare un altro linguaggio nel nostro e il nostro nell’altro; questo ci porta a scoprire le vene e il respiro degli altri, alla vera conoscenza [...] In questo modo un’identità può essere raggiunta, conquistata, resa consapevole, ampiamente costruita. E le opere riscoperte possono essere rigodute. [...] [nella] trascrizione, come rivelazione di un nuovo volto virtuale e non come ostensione di un relitto»

Presentazione del CD, Kairos 2023

Ascolti dalle interpretazioni di Monica Bacelli, Icarus vs Muzak e Marco Angius

 

Sabato 9 maggio 2026 - ore 16
Auditorium Masini del Conservatorio

Luca Franzetti
Bach, Dante e il silenzio degli ignavi

«Lo Spirito soffia dove vuole e ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va» (Giovanni 3,8). A fronte di una libertà indeterminata, ogni processo creativo si presenta come l’unico tra gli infiniti cammini possibili e intraprenderlo comporta una forte determinazione personale. L’avventura creativa implica la dimensione “etica” della scelta e stimola a una riflessione globale che muove dalla prospettiva artistica e dai principi costruttivi della musica per interrogarsi sul senso di responsabilità dell’esperienza umana e sull’ordine che tiene insieme il mondo.

Johann Sebastian Bach, Suite n. 5 in do minore (con scordatura) per violoncello solo, BWV 1011 (1720)
Luca Franzetti, violoncello

 

 

 

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Ingresso libero e limitato ai posti disponibili
per informazioni: 0522 1172171 (rimanere semplicemente in linea oppure digitare l'interno 6772)
biblioteca@conservatorio.peri-merulo.it
www.bibliotecagentilucci.it
orari: da lunedì a sabato 10.30 - 19
Luogo degli eventi:
Conservatorio di Musica di Reggio Emilia e Castelnovo ne' Monti
chiostri di San Domenico, via Dante Alighieri 11 - 42121 Reggio Emilia


Dettaglio appuntamenti

Tradurre la musica dal popolare al colto e ritorno

Gian Paolo Borghi con Monica Boni - sabato 7 febbraio 2026 - ore 16, Biblioteca Gentilucci

Paolo Perezzani: Salvare il passato nel presente

intorno a Sinfonia di Luciano Berio - sabato 24 gennaio 2026 - ore 16, Biblioteca Gentilucci

Gabrio Taglietti e Leonardo Zunica - Contrappassi

sabato 6 dicembre, ore 16 - suggestioni contemporanee di ispirazione dantesca o trecentesca

Cesarino Ruini: Quando saremo a Reggio Emilia…

Canterine itineranti al tempo di Petrarca - sabato 29 novembre 2025 - ore 16, Auditorium Masini del Conservatorio